Il perchè di un seminario
Una mattinata diversa nelle aule delluniversità di Asti. Una
tavola rotonda sulle tematiche degli squilibri economici tra i nord ed i sud del mondo. Un
lettura delle globalizzazioni degli effetti e delle prospettive. Uno scambio tra
università, società civile ed operatori del terzo settore.
In sostanza un antipasto delle feste natalizie... ovviamente eque e
solidali...
Le tematiche del seminario
Il mondo si fa sempre più piccolo e la globalizzazione è il
nuovo ordine che ci lega tutti insieme nellinterdipendenza reciproca. Che affondiamo
o stiamo a galla, procediamo come un unico mondo.
I politici e i media parlano vagamente di "globalizzazione" come di un nuovo
roseo futuro in cui tutti saremo vincitori e lidea di un mondo che funziona in
armonia è troppo attraente per resistervi.
Una specifica strategia - La globalizzazione non è un vago sentire circa il
futuro.
E una precisa strategia economica perseguita dai paesi del mondo industrializzato e
dalle multinazionali i cui interessi quei paesi rappresentano.
Lessenza di questa strategia è garantire l'accesso aperto e non regolamentato ai
mercati mondiali - il modello del "libero mercato" che permette alle
multinazionali di sbarazzarsi dei più piccoli competitori locali indipendentemente dai
costi sociali o ambientali. I paesi in via di sviluppo sono aperti allo sfruttamento e i
profitti che essi potrebbero usare per il loro sviluppo finiscono invece sui conti bancari
degli azionisti delle multinazionali oltremare.
I ricchi diventano sempre più ricchi - Mentre ci sono individui che hanno
accumulato unenorme ricchezza grazie alla liberalizzazione delleconomia
mondiale, la maggioranza ne ha tratto ben poco beneficio.
Generalmente, la globalizzazione ha condizionato pesantemente i lavoratori, poichè i
governi nazionali abbassano gli standard lavorativi nel tentativo di attrarre gli
investimenti stranieri con la promessa di bassi costi. A livello internazionale, mentre
alcuni paesi di recente industrializzazione hanno aumentato gli introiti delle
esportazioni come conseguenza della liberalizzazione del mercato mondiale, le nazioni più
povere sono state completamente escluse dalla festa. Ora è universalmente riconosciuto -
particolarmente dopo la crisi asiatica del 1997-98 - che la globalizzazione ha vincitori e
vinti e che a perdere sono sempre i poveri. |