ASSTA

Associazione per lo Sviluppo
Scientifico e Tecnologico di Asti

Biblioteca Consorziale Astense




RIVA GIOVANNI GUGLIELMO
Asti, 1626 - Roma, 17 ottobre 1677


Giovanni RivaGiovanni Riva nacque in Asti e ancora giovinetto si trasferì a Roma ove si dedicò agli studi di medicina nei quali si addottorò il 19 novembre 1652.
Esercitò la chirurgia nell'Ospedale di S. Maria della Consolazione e parimenti si applicò agli studi anatomici. Le sue pubbliche lezioni di anatomia costituiscono le prime dimostrazioni scientifiche sul cadavere umano, fatte pubblicamente a Roma.
In breve il Riva acquistava grande fama nel campo anatomico e nella chirurgia pratica. A dimostrazione di quello specifico campo,.ricordiamo la nomina del Riva a chirurgo del card. Flavio Chigi, legato pontificio in Francia. Anche in Francia il nostro chirurgo si conquista onori e diventa chirurgo di S. Maestà il re di Francia. Più tardi, a Roma, in.occasione dell'incoronazione di Clemente II, verrà nominato archiatra pontificio.
Pare che la causa della sua immatura scomparsa sia stata una grave infezione malarica a carattere pernicioso.
La diagnosi di febbre pestilenziale fu comune in quell'epoca come l'altra di febbre putrida, febbre sinoca, ecc.; non c'è dubbio che si trattò di una febbre malarica perniciosa, allora non conosciuta, malaria diffusa nella Maremma romana favorita dalla zona paludosa (il pantano infestato da zanzare) in cui si era appisolato il nostro chirurgo1” che spesso amava andare a caccia per la campagna.
Morì in età di 51 anni, il giorno dopo di avere sposato Mara Oradei, e fu sepolto nella chiesa di S. Marco a Roma. Il dott. Camillo Artom, a proposito di questo personaggio, scrive: “il maggior titolo di gloria per il Riva consiste nell'avere quegli dato per primo una vera e completa dimostrazione grafica del sistema chilifero nell'uomo”. Questo era già stato intravisto dalla antica Scuola Alessandrina, verso l'anno 300 a.C., ma nessuno aveva, prima del 1660, riprodotto una figura chiara e completa che valesse a dimostrare schematicamente l'intero sistema chilifero dalle sue origini nel mesenterio al suo sbocco nella circolazione sanguigna e che, contemporaneamente, ne mettesse in evidenza i rapporti con i linfatici, le vene e le arterie.
Al Riva spetta, dunque, il merito di aver dato al sistema chilifero una rappresentazione completa e perfetta che si potrebbe ritenere definitiva.
A lui si debbono anche le prime interessanti esperienze in Italia di trasfusione del sangue nell'uomo, che Germiniano Montanari aveva provata negli agnelli.
Fra le più importanti opere del Riva, ricordiamo:
De paradoxico aneurismate aortico;
De duplice secundina humana;
De conceptu vero pro falso habito;
De restitutione humorum oculi;
De triplici infusionis sanguinis experimento;
De latice in animante.

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